COSA SONO LE ARTITERAPIE

“Ogni forma d’arte, di letteratura, di musica deve nascere nel sangue del nostro cuore. L’arte è il sangue del nostro cuore; io non credo in un’arte che non nasce dal desiderio dell’individuo di rivelarsi all’altro. Io non credo in un’arte che non nasce da una forza, spinta dal desiderio di un essere di aprire il suo cuore.” 

Edward Munch

Citando le parole della studiosa Alessandra Improta, collaboratrice del Prof. Lucioni, per dare una definizione di Arte- terapia: “L’Arte-terapia può essere intesa come l’insieme dei trattamenti terapeutici che utilizzano come principale strumento il ricorso all’espressione artistica allo scopo di promuovere la salute e favorire la guarigione, e si propone come una tecnica dai molteplici contesti applicativi, che vanno dalla terapia, alla riabilitazione e al miglioramento della qualità della vita”.

Le artiterapie in generale ci aiutano a lavorare e rafforzare le risorse individuali utilizzando le parti positive. L’arte ci permette di ottenere un’espressione diretta, immediata, spontanea, arcaica ed istintiva di noi stessi che non passa attraverso l’intelletto.

Di fatto ognuno di noi possiede delle risorse proprie e un potenziale autorigenerativo che va semplicemente stimolato; proprio per questo, le Arti Terapie, con l’uso di tecniche e materiali, favoriscono la conoscenza di sé stessi e delle proprie potenzialità e rende possibile l’integrazione di tutte le risorse di cui disponiamo per poter vivere meglio.

Possiamo di fatto dire che tra le forme d’arte principalmente utilizzate in arte terapia si possono menzionare tutte le arti grafiche, dal disegno alla scrittura, la danza, la musica, il teatro.

Il disegno e la pittura vengono utilizzate in Arteterapia per acquisire o potenziare la capacità di contattare le emozioni e rappresentarle in una dimensione fantastica attraverso la forma e il colore. Inoltre, richiedendo l’attivazione della coordinazione visuomotoria e la capacità di movimenti fini e precisi, comporta un giovamento anche da un punto di vista strettamente motorio.

Il disegno assume infatti in arte-terapia tre significati: un significato ludico (per creare), un significato narrativo (per raccontare di sé), e un significato conoscitivo (per porsi e rispondere a delle domande).

Per quanto riguarda l’uso della danza sono state elaborate diverse varianti (biodanza, danzaterapia, danza-movimento terapia), che condividono l’uso del movimento, con o senza musica, come principale strumento terapeutico. Il presupposto teorico su cui si basano queste forme di terapia, è quello in base al quale tensioni muscolari e modalità posturali e di movimento (uso dello spazio, tempi, ritmi, etc.) riflettono tensioni e modalità psicologiche. La danza può essere vista come un dramma, in cui il linguaggio del corpo sostituisce quello verbale. L’obiettivo principale è sia permettere a livello fisico di ampliare il repertorio motorio e migliorare la coordinazione ed il tono muscolare, sia ad un livello psicologico si interviene sulle modalità di espressione di sé e sui livelli di adattamento alla realtà, e infine ad un livello sociale, si lavora sul modo di interagire con il gruppo e dunque sulle capacità comunicativo- relazionali.

L’uso della musica invece in forma terapeutica viene definita con il termine Musicoterapia. La musica, introduce la persona in un’atmosfera psicologica dove la relazione con gli aspetti coscienti di sé si indebolisce permettendo di entrare in contatto con le parti più profonde della psiche. La musicoterapia può essere usata in terapia sia in forma attiva, cioè producendo musica con diversi strumenti (di solito le percussioni), che passiva, cioè lasciandosi cullare dalle note di brani musicali scelti dal terapeuta a seconda delle finalità terapeutiche. Lo scopo, in generale, è quello di aiutare il soggetto ad esplorare i vissuti emotivi derivati dal contatto con la musica e rielaborare le immagini e i ricordi suscitati.

Infine parliamo dell’uso del teatro come forma terapeutica. Lo Psicodramma, teatroterapia, drammaterapia, playback theatre, eccetera, hanno tutti i comune l’utilizzo della drammatizzazione quale principale strumento terapeutico. Drammatizzare, e cioè tradurre in azione, permette infatti un accesso più diretto ai contenuti interni del soggetto, che potrà rivivere eventi del passato, elaborare e risolvere i conflitti riattualizzandoli, esplorare i propri “fantasmi” rendendoli concreti ed esterni a sé e quindi più accessibili e più facilmente modificabili o, ancora, sperimentarsi in situazioni nuove accrescendo così le proprie competenze e la conoscenza di sé. Le Arti-terapie quindi svolgono la funzione non solo di trattamento di malattie ma anche di trasformazione, evoluzione e crescita dell’individuo.

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